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12月13日

commento al commento

da qualche tempo leggo un blog scritto da una ragazza, non so come si chiama, non so dove abiti, ne che cosa faccia nella vita, forse neanche mi interessa: mi piace il suo modo di scrivere e soprattutto parla spesso di musica (merce rara direi..).

ora leggete il commento ad un suo post che qui sotto vi incollo:
"Ti lascio un abbraccio ed un pensiero.
A volte la vita ci chiede di credere in lei anche se non la capiamo, anche se non vogliamo accettarla, ma anche questi momenti sono parte di lei.
Il tuo lottatore così piccino, ma al tempo stesso così grande ti ha schiuso una porta su un mistero immenso e l'ha attraversata, come a dirti di non avere paura, conservalo nel cuore perchè finchè vivrà dentro di te non lo perderai mai.
Un abbraccio ed anche una lacrima".

secondo voi cosa potrebbe accadere a questa ragazza nei prossimi giorni? la risposta è che potrebbe essere lasciata per sempre dal suo amato coniglietto.

io sono un amante degli animali, da più di vent'anni la mia casa ne è piena, ora ho un uccellino che si chiama pio-ottavo, un gatto chiamato Ramon, e Spino un cagnone che ho rischiato di perdere un paio di mesi a causa di una ostruzione intestinale; per cui posso immaginare quale sia lo stato d'animo della succitata ragazza: posso immaginare che sia molto più sensibile di me e quindi sia ancora più affranta. me ne dispiace.

credo proprio che dovremmo cominciare a dare il giusto valore alle parole, io per primo.

dedico questo post a tutte le mamme ed i papà che non passeranno questo natale a fare shopping, ma in una fredda stanza di oncologia pediatrica. che il vostro dio vi protegga.

scusatemi, prometto che dal prossimo post ricomincerò a dire cazzate. cco
12月9日

10 anni fa usciva AROUND THE FUR dei DEFTONES

Eccomi a parlarvi di un altro pezzo da novanta del panorama post metal americano degli anni novanta: i Deftnes di Chino Moreno.

Quando una band, fa coniare nuovi nomi tra i generi musicali è sempre buon segno, al di la del risultato che  se ne ottiene; anche se in maniera inappropriata i Deftones, in compagnia di Korn, Limp bizkit,  Slipknot vengono fatti convogliare nel filone nu metal, un nuovo genere che mischia metal, rap, dj a forte carica giovanile, tanto osannato quanto dal futuro effimero.

I Limp bizkit sono spariti, i Korn farebbero bene a sparire (ormai sono ridicoli), gli Slipknot col tempo migliorano, ed i Deftones?

Dopo il loro capolavoro White Pony (terzo disco), un paio di prove non alla loro altezza, ma non sono preoccupato! Qui c’è tanta di quella sostanza che non posso non parlarne sempre bene, loro non sono impostati, non hanno creato come gli altri sopra nominati un’immagine che non riescono più a scrollarsi di dosso, viscerali nella crudezza del loro vivere la musica in maniera a volte estrema a volte dolorosamente romantica.

Le radici di White pony attecchiscono nel 1997 quando esce Around the fur, seconda prova dopo l’iniziale Adrenaline di due anni più vecchio, un disco in cui emergono le psicosi vocali del sensuale Chino, a cui fanno da eco i riff taglienti di Stephen Carpenter e una sezione ritmica massiccia, di quelle che toglie il fiato.

Il disco si apre subito col botto, My own summer è geniale, lenta in attesa di sferrare un colpo mortale che arriva immancabile come un faro abbagliante puntato contro, la luce si rispegne e la voce sussurra all’orecchio che la tempesta sta per tornare: capolavoro super ricopiato.

Ihabia parte senza lasciare un attimo per respirare, il giochino dell’alternanza vocale si ripete, anche se su atmosfere più vicine al metal di fine decennio; nelle note alte chino usa tonalità strane quasi stonando, ma è tutto programmato e voluto (diventerà un marchio di fabbrica  nei prossimi dischi).

L’intro di Mascara si avvicina alle sonorità oscure dei Tool, altri maestri di questo decennio, brano che sembra sospeso nell’aria in attesa di essere baciato da una raffica di vento; ma già siamo arrivati ad Around the fur dove ci riallacciamo ai brani più estremi di Seattle, orbita Alice in chains per capirci: cantato che improvvisamente diventa sporco, metal-core più che nu-metal.

Parlavamo di metal? Ed ecco nascere Rickets, tre minuti di reinterpretazione del genere in cui tutti si esibiscono mostrando il loro lato più “animalesco”.

Be quite and drive è semplicemente straordinaria, il brano che vale una carriera, perfetta, sexy, la capacità di lasciarti sognare con un brano pesante, la loro essenza: un brano ideale per ballare un lento e trasmettere le proprie emozioni al solo contatto della pelle.

Di nuovo metal core in Lotion, ci si chiede quante tonsille abbia sto ragazzo, e si maledice il fatto di non aver visto un loro concerto; Dai the flu è un pezzo più sofisticato ma sempre orecchiabile e sincero al contrario dei ritornelli con l’inghippo di P.o.d. o nickleback o altri che non so neanche come si chiamano!

Headup con la partecipazione straordinaria di Max Cavalera a differenza degli altri brani ascoltati si avvicina invece a quel crossover di metal e rap ascoltato e riascoltato in quella fantastica compilation tratta dal film Judgment night;in Mix una voce di donna fa da controcanto alla voce di chino moreno mentre un basso ipnotico lega le strofe.

 

Voto: 8-\10

 

Cco vi saluta e comunica che sta nascendo il suo nuovo blog, detto blog light per via di chi mi dice che questo e troppo pesante!
 
12月3日

O MIRACOLO...

Grazie Signore della Musica per avermi dato il privilegio ancora una volta di assistere a questo miracolo che porta il tuo nome.
 
ieri sera dopo troppo tempo ho finalmente goduto di nuovo della musica live che per me equivale all'estasi dell'oro di Leoniana memoria. Sono sempre più convinto che la musica abbia poteri extra temporali e sia in grado di scuotere qualunque animo. peace & lone a tutti dal rinvigorito ccomix. buona settimana