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8月19日 10 anni fa usciva "THE WILL TO LIVE" di BEN HARPER RIECCOCI qui miei cari, si riparte.
e' un piacere rimettersi davanti la tastiera ascoltando questo disco splendido; Ben Harper incarna i miei ideali di artista: creativo, espressivo, dotato di una tecnica unica e di un sex appeal al quale credo poche donne possano resistere. alterna dischi a firma Ben Harper and the innocent criminals a dischi solisti, questo è della seconda specie!
tra i suoi dischi più riusciti senza dubbio, The will to live percorre le strade della vita con inarrivabile pathos, sconvolgentemente convolgente ed emozionanante nei suoi passi più intimisti, fenomenale nei brani più vigorosi; la sensazione ascoltando questo musicista, è che la materia che maneggia sia sacra, ed in quanto tale da venerare e celebrare con massimo rispetto.
Faded apre il disco, con la firma immediata della chitarra slide di ben che suona da seduto con lo strumento appoggiato sulle gambe: un brano monumentale che dal vivo impedisce di stare seduti ad ascoltare per quanto è vigorosa e ricca di spirito infuocato, una sorta di intermezzo acustico di un minuto sembra la seconda traccia ed invece il brano riparte col suo ritornello amaliatore.
una radio impolverata ci riporta all'america più contadina delle comunità afro-blues e ci fa ascoltare Homeless child; quel suono sporco, come per magia è ripulito dalla chitarra acustica di Number three, brano intenso che in un minuto e mezzo ci lascia sognare lo sguardo della nostre donne che sorride.
una sorta di intro a Roses from my friends, che come una sinusoide percorre le salite e discese della vita, dicendoci che basta un sorriso per essere felici, e che in fondo anche quando non c'è da ridere, il miraggio della felicità è sempre li ad un passo da noi. siamo già dentro i fumi densi del disco, è quasi percepibile in maniera tattile la spiritualità di questi brani, Jah work e semplicemente strepitosa, da pelle d'oca con il suo basso reggae, la chitarra pennellata e gli echi di percussioni africane.
l'ascesa di questa piramide sonora trova il suo vertice nello spiritual di I want to be ready, in cui le doti compositive e vocali dell'iper tatuato signor harper emergono nel loro splendore più sfavllante; il brano che da il titolo all'intero albo segna l'inizio della discesa, rientra in gioco il distorsore e le fioche luci di un candelabro si spengono per dare spazio a grossi riflettori.
ben ama scherzare, ed ecco riaffacciarsi un menestrello dalla finestra di un borgo dalle stradine strette ed acciottote e abitazioni dai terrazzi pieni di fiori (ashes), c'è spazio addirittura per un sax ad arricchire il quadro bucolico.
Widow of a living man traduce in musica e parole la disperazione di una donna per un amore finito, il crollo di un castello di sogni e la richiesta di aiuto e di spiegazioni alla mamma, struggente.
la sequenza di brani straordinari prosegue con Glory & consequence in cui si può di nuovo ballare e dare sfogo a ciò che troppo spesso ci si tiene dentro; ideale chiusura per un concerto e per un disco, ma ben non è ancora soddisfatto, ed ecco concretizzarsi un brano molto seventee con fiati e basso effettato: mama's trippin' eccezionaleeeee, la consiglio a Tarantino per i suoi film!
siamo alla fine sul serio ora, I shall not walk alone, chiude il disco, spenti i microfoni i cantante americano mi confessa a quattrocchi quale sia la sua preghiera prima di addormentarsi; spegnete la luce è ora di sognare.
ben harper è uno tei talenti più grandi del panorama musicale moderno, non è alla ricerca di cose nuove ,vuole solo esprimere i suoi sentimenti esplicitandoli attraverso la musica, e per questo lo ringrazio.
voto: 8,5\10
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